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MOLTE VOLTE NOVEMBRE È RITORNATO di Margherita Guidacci

Molte volte Novembre è ritornato

Nella mia vita, e questo che oggi ha inizio

Non è il peggiore: quieto

Benché non privo di apprensioni. China

Mi trova su una culla, dove l’ultima

Mia nata dorme il misterioso

Profondo sonno dell’infanzia, ancora

Ospite più che cittadina in questo

Nostro mondo per lei straniero. Sento

La dolce ondata del latte salirmi

Al seno: tenerezza

Che di sé gonfia tutte le mie fibre,

Dilata i miei confini. Qui lo stanco

Sangue si rifà puro a una segreta

Sorgente, si rifà vergine e può

Calmar la sete di vergini labbra.

Il mio corpo è strumento di miracolo

Come già fu nel dare vita. Il seno

È la collina favolosa, scorrono

I fiumi d’abbondanza in un’età

D’oro, che segnerà

Per la creatura ignara il più profondo

Alveo della memoria, a cui più tardi

Ritornerà nel sogno o nel dolore…

Per lei intatta è l’immagine; per me

Che ne sono occasione, la scolora

Già il tempo, amaramente. È forse l’ultima

Volta che ho un figlio al seno, poiché incalzano

Gli anni ad inaridire

La mia linfa. Oggi sono

Ancora un vivo albero, frusciante

Di foglie, benedetto

Di succhi, ma in cammino è la stagione

Spoglia che su di me si chiuderà.

Tanto più dolce è questa sosta, prima

Ch’io stessa sia l’autunno: pure un’ombra

Di presagio la vela e di paura.

Il passo si stende alle mie spalle

Come una lunga via. So del futuro

Solo una cosa: che difficilmente

Potrà uguagliare per me la durata

Del tempo ch’è trascorso.