Project Description

DA “LA ZAVORRA DELL’ETERNO” di Anne Sexton

 

Mille porte fa

quando ero una ragazzina solitaria

in un’enorme casa con quattro

garage e se ben ricordo

era estate,

di notte mi sdraiavo in giardino,

il trifoglio raggrinzito sotto di me,

le sagge stelle distese sopra di me,

la finestra di mia madre un imbuto

da cui usciva un calore giallo,

la finestra di mio padre, socchiusa,

un occhio dove passa chi dorme,

e le assi della casa

erano lisce e bianche come cera

e probabilmente milioni di foglie

navigavano come vele sui loro strani gambi

mentre i grilli ticchettavano all’unisono

e io, nel mio corpo nuovo di zecca,

non ancora di donna,

facevo domande alle stelle

e credevo che Dio potesse veramente vedere

il calore e la luce colorata,

i gomiti, le ginocchia, i sogni, la buonanotte.