RICORDATI DI CHIAMARE – LO SPETTACOLO:

“Non abbiamo mai avuto così tanti strumenti per entrare in contatto con gli altri, e non ci siamo mai sentiti così soli”.

Gli anni ’20 di questo secolo.

Un attore, invece di stare su un palco, vive e lavora chiuso in casa.

In un momento di ingenti tagli alla cultura, si sostiene recitando poesie al telefono, per un’associazione chiamata “Il menu della poesia”.

Col tempo, l’apparecchio diventa, oltre a una finestra sul mondo, una vera e propria ossessione.

Convinto che in lui ci sia qualcosa che non va, e determinato a risolvere un malessere che a volte ha l’aspetto dell’ipocondria, a volte della disperazione, gli faranno compagnia le telefonate dei clienti, le poesie a loro pronunciate, i centralinisti dei call center con cui entrerà in contatto, e una serie di figure professionali che chiamerà per scoprire qualcosa di più su se stesso: medici, fisioterapisti, medium e cartomanti.

Figura costante sarà proprio la Poesia come filo conduttore e strumento di crescita, insieme a una cliente abituale, Franca, con cui stringerà un rapporto speciale e che gli farà capire che un viaggio dentro se stessi è difficile, se non si inizia a guardare fuori di sé.

 

RICORDATI DI CHIAMARE

di e con Riccardo Pumpo
drammaturgia Matteo Luoni
consulenza artistica Valeria Perdonò
produzione Il Menu della Poesia
foto di Jacopo Giustarini

 

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