Project Description

TEMPO SPETTINATO di Inmaculada Mengibàr

Lo stesso odore di tempo spettinato.

Le stesse strade, gli stessi semafori,

la farmacia di fronte, il Caffè dei poeti

solitario come l’aula che oggi mi ha parlato

di te in letteratura. Ed è identico

l’ineffabile tocco della notte sulle spalle

nude al calore del mistero o del verso,

e il modo in cui accorrono i portici ai miei occhi,

la memoria di strade con coppiette lentissime,

mesi, date, banchine, mattinate, che sfiorano

le zagare di quelle notti

che mi sanno ancora tutta loro.

Lo stesso odore di tempo spettinato.

Va affiorando una schiera dorata di lampioni

che fa tremare una briciola

di buio sulle tue labbra. E una bambina

si scioglie in palpiti di là dei tuoi occhi

mentre tu ti intrattieni

a slacciare

la paura.

Quanto silenzio

che si accumula

nel breve spazio da una bocca a un’altra

fino a fondare il bacio. Quanti anni

per scoprire alla fine quanto lontano, si, quanto lontani

si ritrovano sempre due corpi che si amano.

Tutto quello che mai siamo riusciti a dirci

in quella città d’autunno,

mi parla

col tuo accento di cose per sempre perdute.

E da qualche luogo

forse del disamore, o dell’oblio

di quello che mi ha reso felice, forse, un tempo,

– le tue mani, la tua pelle – mi giunge adesso

un odore di zagare che mi avvolge e che bacia

dolcemente i miei occhi, le mie labbra, un momento,

mentre chiudo il balcone.